Cantico delle creature
(Testo originale in volgare umbro)
di San Francesco di Assisi
Altissimu, onnipotente bon Signore,
tue sò le laude, la gloria e l’honore
et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfane
et nullu homo éne dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore,
cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatone.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clorite et preziose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et omne tempo,
per lo quale a le Tue creature dài sostentamento
Laudato sì’, mi’ Signore, per sor ’Acqua,
la quale è multo utile et humile et preziosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Focu,
per lo quale enallumini la nocte:
et ello è bello, et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.
Laudato sì’, mi’ Signore per quelli ke perdonano
per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribolazione.
Beati quelli ke ‘l sosteranno in pace,
ke da Te Altissimo, saranno incoronati.
Laudato sì’, mi’ Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke troverà ne le Tue santissime voluntati,
ka la morte seconda no ‘l farrà male.
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.
"Fiorisce" il Cantico delle creature
Ad Alassio un oasi di colori
| 16 luglio 2025.pdf |
Il Giardino dei Cappuccini di Alassio
Fiori ed erbe per la salute del corpo e dello spirito
Ci sono luoghi della natura che il buon Dio ha creato, così rigogliosi e di rara bellezza, affinchè all’uomo fosse suscitato il desiderio di lodarlo e ringraziarlo per così tanta bontà.
Ci sono luoghi, poi, che gli uomini hanno costruito con le proprie mani perché potessimo custodire e godere dei tesori della natura, e per poter contemplare e conoscere le virtù delle piante. Ricreando, così, quel “paesaggio dell’anima” dove abita Dio e la pace del Creato.
da L'Eco
il Giornale di Savona e Provincia
ALASSIO - C’è un luogo incantevole ad Alassio che pochi conoscono: si tratta di un piccolo Giardino Botanico con una novantina di specie di piante e fiori, interrati o contenuti in poco meno di 200 vasi. Si trova a pochi passi dal mare e cinge il Convento dei Frati Cappuccini. Ci si trovano gerani e passiflore, l’eliotropio e la nemesia, l’aptenia cordifolia e l’alstroemeria, camelie, begonie, petunie, bouganville e molte altre piante e fiori.
A curare il giardino è Frate Remo Lupi, il religioso cappuccino che dal 2007 si occupa di questo delizioso angolo di verde. Frate Remo (59 anni), è cresciuto in una famiglia di floricoltori di Sanremo ed ha conservato una grande passione per la botanica, che è diventata un modo concreto per esprimere e condividere la propria spiritualità.
Il Giardino è anche impreziosito dai lavori di alcuni artisti: pannelli in ceramica e panchine dipinte, che contribuiscono ad infondere calma, gioia e serenità; ci sono anche frasi come: “I fiori ci presentano i colori della tavolozza di Dio” che invogliano ciascuno a riflettere sulla bellezza del Creato. Il Giardino è un vero e proprio inno concreto alla bellezza e alla cura della nostra madre terra. Ad ispirarlo sono il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi e l’Enciclica “Laudato Sii” di papa Francesco, che proprio al Cantico si richiama, fin dal titolo. “Come ci ricorda l’enciclica Laudato sii’- dice Frate Remo - per la cura del Creato bisogna partire dalle piccole cose come può essere la cura di fiori e piante”.
Un argomento che il religioso ha affrontato nel prezioso libretto “Madre terra, fratello sole, sorella acqua … percorso di riflessione sulla custodia del Creato” edito dalle Edizioni Paoline.
“I giovani sono - conclude Frate Remo - giustamente preoccupati per il loro futuro. E il loro grido va preso molto sul serio. Dobbiamo lavorare oggi pensando al domani, per custodire ciò che abbiamo e tramandarlo a chi verrà, in buono stato. I giovani si mettono in gioco con la carica tipica della loro età, e questo è prezioso. Ma hanno bisogno di buoni esempi e di essere accompagnati, con percorsi che li aiutino a lavorare per un futuro di speranza”.
CLAUDIO ALMANZI












